Igino Pietro Teodoro Tarchetti nasce a San Salvatore Monferrato (Alessandria) il 29 giugno 1839, da Ferdinando Tarchetti e Giuseppa Monti.
Quintogenito di una famiglia dell’alta borghesia piemontese, in seguito al compimento degli studi classici presso il collegio Trevisio dei Padri Somaschi, tra Valenza e Casale, entra a far parte del Commissariato militare dell’esercito sabaudo in qualità di ufficiale. Dopo un biennio trascorso nell’Italia meridionale, impegnato nella repressione del brigantaggio, nel 1863 viene trasferito a Varese, dove incontra Carlotta Ponti, con la quale intreccia una complessa relazione sentimentale. L’anno successivo si stabilisce a Milano, dove entra in contatto con gli ambienti della Scapigliatura: frequenta il salotto della contessa Clara Maffei e stringe amicizia con Achille Bizzoni, Felice Cameroni, Antonio Ghislanzoni, Leone Fortis e, soprattutto, Salvatore Farina; adotta inoltre il nome Ugo, in omaggio a Foscolo.
Nel 1865, durante un soggiorno a Parma, conosce Carolina (o Angiolina), affetta da epilessia, figura che ispirerà il personaggio di Fosca, protagonista del celebre romanzo del 1869, nonché espressione emblematica delle nevrosi dello scrittore, della sua immaginazione inquieta e ossessiva. Abbandonata definitivamente la carriera militare, fa quindi ritorno a Milano.
La sua poetica, all’insegna di tradizione e innovazione, se da un lato è ispirata alla grande letteratura europea, specialmente francese, dall’altro si distingue per la varietà dei generi praticati (dal romanzo alla poesia, dal racconto all’articolo di giornale). Tarchetti approda così alla pubblicazione dei primi romanzi e collabora con numerosi periodici e riviste (dal «Gazzettino rosa» a «Il Pungolo», dalla «Rivista minima» all’«Emporio pittoresco», da «L’illustrazione universale» a «La Palestra musicale»). Risalgono a questi anni le prose poetiche Canti del cuore (1865), i romanzi Paolina. Mistero del Coperto dei Figini (1866) e Una nobile follia. Drammi di vita militare (1867), inizialmente apparsi a puntate, nonché le raccolte di racconti Amore nell’arte e Racconti fantastici (entrambe del 1869). Parallelamente continua a scrivere articoli, poesie, novelle e racconti, tra cui si ricorda Storia di una gamba (1869).
Affetto da tisi, viene assistito dall’amico Salvatore Farina, nella cui casa trascorre gli ultimi anni della sua vita. Muore il 25 marzo 1869, in seguito a un attacco di febbre tifoidea. Sepolto nel Cimitero Monumentale di Milano, nel 1871 Emilio Praga compone in suo onore il carme Sulla tomba di Igino Ugo Tarchetti.